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Bollette meno care: arriva il bonus salva famiglie

Bollette meno care: arriva il bonus salva famiglie
Photo by neelam279 – Pixabay
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La premier Meloni chiede misure più incisive. Il nuovo decreto potrebbe destinare 3 miliardi di euro per il sostegno energetico.

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La lotta contro il caro bollette continua a essere una priorità per il governo italiano. Un nuovo decreto, destinato a mitigare i costi energetici, è previsto sul tavolo del Consiglio dei Ministri questo venerdì. In risposta alle problematiche socioeconomiche, la premier Giorgia Meloni ha ritenuto la bozza iniziale del provvedimento insufficiente e richiede misure più efficaci.

Una delle proposte principali include l’innalzamento della soglia ISEE per accedere al bonus sociale sulle bollette, suggerendo un passaggio dagli attuali 9.530 euro a un possibile intervallo tra i 15.000 e i 20.000 euro. Questo intervento mira a fornire uno sconto automatico su luce e gas a più famiglie, attualmente regolato dall’autorità ARERA.

Nuove opportunità di risparmio per anziani e disabili

Le sfide finanziarie maggiormente critiche riguardano sempre le risorse disponibili. Se il tetto massimo per accedere al bonus sociale raggiungesse i 20.000 euro, l’ampliamento dei beneficiari richiederebbe finanziamenti sostanziali, potenzialmente raddoppiati rispetto a ora. Le risorse ipotizzate nella bozza originale sono di 3 miliardi di euro, con una parte significativa destinata al supporto delle famiglie e il rimanente a favore delle piccole e medie imprese che consumano molta energia. Tuttavia, un tale beneficio potrebbe estendersi solo per tre mesi, in attesa di un ribasso dei prezzi delle materie prime.

Durante la seduta del Consiglio dei Ministri, si esamineranno tre possibili opzioni per gestire questa situazione complessa.

Regione per regione: dove il costo di energia è maggiore

Una delle sfide più grandi che affronta l’Italia è la sua dipendenza dal gas naturale, che influisce pesantemente anche sul prezzo dell’elettricità. Questo scenario pone una pressione significativa sulle imprese, potenzialmente minando la competitività economica del Paese. Tuttavia, un decreto temporaneo non può offrire una soluzione definitiva al problema energetico.

Mentre sussidi e interventi urgenti possono servire da tampone, è imperativo investire in strategie a lungo termine per garantire stabilità energetica. Questo punto è sottolineato dalle opposizioni, che richiedono azioni immediate e progetti duraturi.

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Soluzioni a lungo termine: verso l’autonomia energetica

Le discussioni politiche in corso includono idee come la tassazione delle aziende energetiche che hanno avuto incrementi notevoli nei guadagni durante questa crisi, con proventi stimati intorno ai 40 miliardi di euro negli ultimi due anni. Chiara Appendino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, ha evidenziato queste opportunità di finanziamento.

Altre proposte includono la condizione alle concessioni idroelettriche di tagli nei costi delle bollette e il dibattito sulla riapertura delle centrali nucleari in Italia. Sebbene quest’ultimo progetto richieda anni per essere realizzato, rappresenterebbe un significativo passo avanti verso l’indipendenza energetica.