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I dazi di Trump non fanno paura: Cina risponde e attacca

I dazi di Trump non fanno paura: Cina risponde e attacca
Photo by neelam279 – Pixabay
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La Cina porta il caso dei dazi all’OMC, sostenendo la violazione delle norme WTO e criticando il protezionismo USA.

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In risposta diretta ai dazi statunitensi, la Cina scatena una controffensiva attraverso l’imposizione di nuove tariffe su specifiche importazioni, intensificando ulteriormente la tensione commerciale tra le due potenze.

La Cina risponde ai dazi di Trump con fermezza

Il ministero delle Finanze cinese ha annunciato una serie di nuove tariffe, creando onde d’urto nei mercati internazionali. Si tratta di un incremento del 15% sui prodotti americani come il gas naturale liquefatto (GNL) e il carbone, oltre a tariffe del 10% su alcuni macchinari agricoli. Questa mossa, apparentemente una risposta misurata ma decisa, segna una netta presa di posizione da parte di Pechino contro le politiche protezionistiche applicate dagli Stati Uniti. I settori colpiti dalla decisione non si limitano ai soli combustibili fossili ma abbracciano anche il greggio e i veicoli di grossa cilindrata, evidenziando come la Cina stia mirandosi strategicamente a segmenti chiave dell’economia statunitense.

Tariffe aggiuntive e mosse legali: una doppia strategia

Ai dazi, la Cina ha affiancato una strategia legale incisiva, portando il caso dinanzi all’Organizzazione mondiale del commercio (WTO). Questo ricorso, esplicitamente mirato a contrastare le tariffe imposte dall’amministrazione statunitense di Trump, si concentra sulla difesa di quelli che Pechino definisce i propri “diritti legittimi”. Tale mossa indica un uso scrupoloso degli strumenti legali internazionali per rafforzare la propria posizione. Un portavoce del ministero del Commercio cinese ha criticato la misura americana, dicendo che essa viola gravemente le norme del WTO e rappresenta un chiaro esempio di unilateralismo e protezionismo. La richiesta degli Stati Uniti di “correggere gli errori” commessi appare tanto un avvertimento quanto una speranza di ridurre la spirale del conflitto.

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Ripercussioni e riflessioni sulle relazioni internazionali

La situazione internazionale si complica ulteriormente, poiché la Cina continua a sostenere che una guerra commerciale non giova a nessuna delle parti coinvolte. Le autorità cinesi, comprese figure prominenti come il rappresentante del ministero del Commercio, hanno sottolineato come la linea sia rimasta coerente: i dazi danneggiano non solo le economie coinvolte, ma anche la stabilità commerciale globale. Parallelamente, gli Stati Uniti hanno scelto di sospendere temporaneamente i dazi verso Canada e Messico, suggerendo una modulazione della loro politica commerciale a seconda delle circostanze. Non meno significativo, il presidente degli Stati Uniti ha preannunciato, con un linguaggio che non lascia spazio a dubbi, che i dazi verranno estesi a beni provenienti dall’Unione Europea, anche se non è stata fissata una data precisa per questa misura.

Al centro di questo scontro economico globale c’è una domanda che urge: fino a che punto entrambe le parti sono disposte a spingersi in questo teatro commerciale? E se le trattative troveranno una via d’uscita accettabile? Le ripercussioni di queste mosse sono destinate a influenzare l’economia mondiale, e l’osservazione dei prossimi passi sarà cruciale per capire come si definirà l’ordine economico globale nel prossimo futuro.