Senza un assegno pari a 1,5 volte quello sociale, si rischia il rifiuto. Dopo i 71 anni si può andare in pensione senza vincoli.

Con un percorso lavorativo di una vita alle spalle, molti attendono con ansia il momento di ritirarsi senza complicazioni. Tuttavia, capita che le richieste di pensione presentate all’INPS vengano respinte, generando confusione e preoccupazione. Comprendere perché accade e come affrontare il problema è fondamentale per chi desidera andare in pensione senza intoppi.
Requisiti fondamentali e cause comuni di rifiuto
In Italia, per ottenere la pensione di vecchiaia, bisogna soddisfare due criteri: l’età anagrafica di 67 anni per tutti i lavoratori, indipendentemente dal sesso o dal tipo di impiego, e almeno 20 anni di contributi versati. Tuttavia, anche rispettando questi parametri, può succedere che l’INPS respinga la richiesta. Un motivo frequente è il mancato soddisfacimento del requisito economico per chi appartiene ai “contributivi puri”.
La situazione particolare dei contributivi puri
Chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 rientra tra i “contributivi puri”. Oltre a dover raggiungere i 67 anni e accumulare 20 anni di contributi, questi lavoratori devono garantire che il loro assegno pensionistico sia almeno 1,5 volte l’assegno sociale, fissato a circa 538,68 euro mensili per il 2025. Se l’importo calcolato sfora questa soglia, l’INPS nega il pensionamento. In tal caso, due le strade percorribili: continuare a lavorare per aumentare i contributi o aspettare di raggiungere i 71 anni, quando l’accesso alla pensione diventa libero da tali vincoli.
La gestione separata e le condizioni di computo
Una sfida ulteriore sorge se i contributi sono accorpati nella Gestione Separata INPS, che è destinata a lavoratori autonomi o parasubordinati non iscritti ad altre casse di previdenza. Chi sceglie questo computo deve rispettare il sistema interamente contributivo e superare alcune condizioni: versare almeno un contributo nella Gestione Separata, avere un totale di 15 anni di contributi in varie gestioni e non più di 18 anni al 31 dicembre 1995. Divenendo un “contributivo puro”, si deve soddisfare il requisito economico a 67 anni, altrimenti si accede alla pensione solo a 71 anni.

Evitare il rifiuto della pensione: strategie da considerare
Per prevenire rifiuti, è cruciale pianificare con cura i contributi. Verifica regolarmente il tuo estratto contributivo per correggere eventuali mancanze. I lavoratori “contributivi puri” possono allungare la carriera per soddisfare l’importo minimo. In alcuni casi, versamenti volontari possono colmare le lacune contributive. Infine, una consulenza previdenziale anticipata garantirà di presentare una domanda ben fondata.