Le aziende detengono oltre 819 miliardi di debito, ma il 93% delle cartelle vale meno di 5.000 euro.

La complessa situazione fiscale italiana rivela che un vasto numero di contribuenti ha accumulato debiti significativi nel tempo. Tra il 2000 e il 2024, sono state emesse oltre 176 milioni di cartelle esattoriali, avvisi di addebito e accertamenti esecutivi non ancora risolti. Ma chi sono i principali responsabili di questi debiti fiscali?
Una situazione complessa: dipendenti, pensionati e aziende
Analizzando il panorama fiscale, emerge che le persone fisiche, in particolare dipendenti e pensionati, detengono l’84,3% dei debiti pendenti. Tuttavia, gli autonomi e i liberi professionisti rappresentano il 13% del totale, mentre il restante 15,8% si riferisce alle società. Nonostante la maggioranza delle cartelle esattoriali riguardi individui privati, il peso economico più grande è sopportato dalle aziende, le cui obbligazioni ammontano a ben 819,4 miliardi di euro. Questo scenario è stato delineato durante una serie di audizioni al Senato sul controllo dei crediti dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER).
Debitori seriali e l’ingente onere fiscale
Alla fine di gennaio 2025, i crediti amministrati dall’AdER raggiungono i 1.272,90 miliardi di euro. Questa cifra coinvolge circa 21,8 milioni di debitori con 290 milioni di crediti specifici. In molti casi, si tratta di “debitori seriali”: ben il 60% di questi soggetti è finito sotto la lente delle autorità fiscali per almeno dieci anni diversi. Durante un’audizione della Commissione Finanze del Senato, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha illustrato queste cifre, oltre ad esplorare il possibile impatto di una “rottamazione quinquennale”.

Il fardello delle aziende e l’ipotesi dei condoni
Le aziende, in particolare le società di capitali, rappresentano i debitori maggiormente gravati dal peso del fisco, detenendo il 52,1% del debito complessivo, pari a 662,88 miliardi di euro. Questa circostanza pone in evidenza un paradosso interessante: le persone fisiche, sebbene numerose, possiedono un debito medio inferiore rispetto alle società. Inoltre, la distribuzione territoriale dei debiti mostra che regioni come Lombardia, Campania e Lazio concentrano oltre metà del debito residuo del paese.
Un’ulteriore analisi indica che la maggior parte delle cartelle ha un valore inferiore a 5.000 euro, rappresentando il 93% dei crediti, ma solo il 12% del valore totale. Al contrario, i crediti oltre i 500.000 euro, benché costituiscano lo 0,1% del totale, coprono quasi metà dell’importo complessivo da recuperare. Di fronte a questi dati, l’idea di cancellare le cartelle di minor valore è stata proposta per focalizzare le energie dell’AdER sui crediti più significativi. Tuttavia, tale misura potrebbe complicare ulteriormente il rapporto tra contribuenti e amministrazione fiscale, scoraggiando la regolarità nei pagamenti.