Con debiti pubblici in crescita, il condono tombale offre una via per ridurre le cartelle esattoriali insolute, permettendo un uso più efficiente delle risorse economiche.

Il sistema delle rottamazioni delle cartelle esattoriali in Italia è stato profondamente messo in discussione negli ultimi tempi. Con il riavvio delle domande per la rottamazione quater, si riaccende il dibattito su quale strada intraprendere per risolvere il problema crescente delle cartelle esattoriali non riscosse. Ma cosa ci dice questo scenario su soluzioni più incisive?
La proposta di condono tombale: un cambiamento necessario
Al posto di proseguire lungo la via di continue rottamazioni, in Parlamento si sta discutendo l’opportunità di introdurre un condono tombale sulle cartelle esattoriali. Questa misura avrebbe un impatto decisivo, cancellando i debiti anziché semplicemente ridurli o rateizzarli. I dati parlano chiaro: le rottamazioni non sono riuscite ad arginare in modo efficace l’aumento delle insolvenze. Le audizioni di enti come l’Agenzia delle Entrate e l’Ufficio Parlamentare di Bilancio sottolineano che le attuali strategie di recupero crediti non sono sufficienti. Quindi, perché continuare a seguire una strada che finora si è dimostrata poco efficace?
Una forma più efficace di sanatoria
La proposta di introdurre un condono tombale si basa su una constatazione incontrovertibile: le cartelle esattoriali insolute accumulatesi rappresentano un peso eccessivo per il sistema di riscossione. Le rottamazioni, concepite per alleviare il carico sui contribuenti, offrono sconti sugli interessi e su alcune sanzioni, permettendo pagamenti dilazionati ma spesso non risolvono il problema alla radice. Sebbene l’idea sia di facilitare il ritorno alla legalità fiscale, la realtà è che molti contribuenti continuano a trovarsi in difficoltà. Il condono tombale, eliminando definitivamente il debito, libererebbe l’Agenzia delle Entrate dall’onere gestionale di migliaia di cartelle difficilmente riscuotibili, valorizzando il recupero di crediti veramente esigibili.

Una visione strutturale per un problema cronico
Nel corso degli anni, le varie modalità di rottamazione hanno dimostrato limiti evidenti. Con un crescente numero di contribuenti in difficoltà e un debito pubblico che accumula sempre più insoluti, la necessità di un cambiamento radicale è impellente. L’analisi dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio rivela che solo una piccola frazione delle cartelle esistenti è effettivamente recuperabile, mentre gran parte di esse riguardano soggetti ormai irraggiungibili o pratiche che risulterebbero più costose da recuperare rispetto al beneficio che ne deriverebbe.
In sintesi, piuttosto che procedere con ulteriori rottamazioni, il condono tombale potrebbe rappresentare quel cambio di paradigma necessario per risolvere definitivamente l’annosa questione. Eliminando i debiti più difficili da riscuotere e permettendo di focalizzare le risorse su crediti