L’adeguamento ISTAT porta un aumento dell’assegno e una revisione del limite ISEE per accedere al contributo. Ecco le novità.

L’aumento dei contributi per le madri italiane è stato confermato: novità sugli importi e sui requisiti economici.
Nel corso del 2025, il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha reso noto un adeguamento cruciale: l’assegno di maternità è stato aggiornato in linea con le rilevazioni dell’indice Istat dei prezzi al consumo del 2024. Questo cambiamento riflette un deciso intento di offrire maggiore supporto alle mamme aventi diritto e si applica ai nuovi nati, adozioni e affidamenti preadottivi che si verificano nel corso del 2025.
L’assegno di maternità: un ritocco verso l’alto
Nel 2025, l’assegno mensile di maternità, per chi lo percepisce nella misura completa, ha visto un leggero incremento, portandosi a 407,40 euro mensili. Questa cifra è prevista per cinque mensilità, totalizzando così 2.037,00 euro complessivi. Sebbene l’aumento sembri minimo – solo 3 euro in più al mese rispetto al 2024 – esso denota un impegno continuo nel sostegno delle nuove famiglie. Nel 2024, infatti, l’assegno era fissato a 404,17 euro mensili, per un totale annuo di 2.020,85 euro.
Un incremento di quasi 17 euro l’anno può sembrare poco rilevante se guardato isolatamente, ma sottolinea quanto sia fondamentale continuare a monitorare ed adeguare tali contributi allo stato economico del paese e al costo della vita.
Soglia ISEE e criteri d’accesso
L’aggiornamento non si limita alla cifra dell’assegno: l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) gioca un ruolo cruciale nella determinazione dell’accesso ai benefici. Per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento che avvengono dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, l’ISEE non deve superare i 20.382,90 euro. Nel 2024, la soglia era pari a 20.221,13 euro, dimostrando un leggero adeguamento per venire incontro alle famiglie.
Le condizioni per beneficiare di questo assegno includono la residenza in Italia e sono rivolte sia ai cittadini italiani che comunitari o stranieri con il permesso di soggiorno adeguato. Essenziale, inoltre, è il requisito reddituale, che non deve superare la soglia stabilita, rivista su base annua in accordo con le variazioni dell’ISTAT. Anche l’assenza di altre coperture previdenziali pienamente sufficienti è un fattore determinante.

Presentazione della domanda: tempistiche e modalità
Presentare la domanda è un processo che deve avvenire rigorosamente entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’effettivo ingresso del minore nella famiglia, nei casi di adozione o affidamento preadottivo. Le richieste vanno indirizzate al comune di residenza, che ha il compito di verificare la conformità dei requisiti legali per l’assegnazione del contributo.
Per facilitare questo adempimento, i cittadini possono rivolgersi ai CAF convenzionati, i quali offrono un servizio gratuito di assistenza nella compilazione e invio della pratica. Così facendo, si garantisce che chi ne ha diritto possa accedere con maggiore facilità a questo importante sostegno.