Dal sistema misto alla Quota 103, passando per APE Sociale e Opzione Donna: le vie alternative al pensionamento ordinario.

Il sistema previdenziale italiano offre molteplici soluzioni per chi intende anticipare la pensione rispetto all’età pensionabile standard. Questo articolo esplora le diverse modalità disponibili, analizzando i requisiti specifici e le condizioni necessarie per poter accedere a un pensionamento anticipato.
Ogni lavoratore può trovarsi a valutare diverse opzioni per ritirarsi dal lavoro in anticipo, in un quadro legislativo in costante evoluzione che tiene conto di fattori come età anagrafica e storia contributiva. Scopriamo come navigare tra le varie possibilità offerte dalla normativa italiana.
Requisiti contributivi per chi ha lavorato prima del 1996
Per i lavoratori iscritti a un’unica gestione previdenziale prima del 1° gennaio 1996, l’uscita anticipata è gestita dal sistema misto. In tale contesto, non è richiesta un’età minima, bensì è l’anzianità contributiva a essere determinante. Secondo la normativa attuale:
- Le lavoratrici possono accedere alla pensione anticipata con 41 anni e 10 mesi di contributi.
- Gli uomini necessitano di 42 anni e 10 mesi di versamenti.
Questi requisiti sono soggetti a revisione periodica in base all’adeguamento alla speranza di vita, e potrebbero aumentare con il passare degli anni.
Pensionamento anticipato dal 1996: il sistema contributivo
Coloro che hanno iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 entrano nel regime del contributivo puro. Qui, l’accesso anticipato alla pensione è possibile combinando criteri contributivi con quelli anagrafici ed economici. È necessario soddisfare i seguenti requisiti:
- Aver compiuto 64 anni di età.
- Avere almeno 20 anni di contributi effettivi.
- Possedere una pensione maturata pari almeno a tre volte l’Assegno Sociale Inps (circa 1.603 euro mensili lordi nel 2024).
Per le donne, ci sono agevolazioni che riducono la soglia economica a 2,8 volte l’Assegno Sociale per le madri con un figlio, e a 2,6 volte per chi ha più figli. Anche in questo caso, gli standard di età e contributi potrebbero essere aggiornati in base all’incremento dell’aspettativa di vita.
Il contributo massimo mensile che si può ricevere con questa modalità non supera cinque volte il trattamento minimo Inps (2.993,05 euro lordi nel 2024), almeno fino al raggiungimento dell’età pensionabile di vecchiaia.

Altre forme di pensionamento anticipato
Oltre alle opzioni comuni, esistono altre modalità pensate per esigenze lavorative o personali specifiche:
- Quota 103: Permette il pensionamento combinando età e contributi fino a giungere a 103, previo il raggiungimento di 62 anni d’età e 41 anni di contributi.
- Pensione per Lavoratori Precoci: Destinata a chi ha almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni e si trova in condizioni svantaggiate come disoccupazione o assistenza a familiari con disabilità.
- Opzione Donna: Offre una pensione anticipata alle lavoratrici con requisiti più favorevoli, ma l’importo è calcolato interamente con il metodo contributivo, spesso risultando inferiore rispetto alla modalità mista.
- APE Sociale: Fornisce un’indennità temporanea a specifiche categorie di lavoratori, segnatamente disoccupati, invalidi civili, caregiver e addetti a mansioni gravose, con almeno 63 anni di età e dai 30 ai 36 anni di contributi.