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Temu: chi c’è dietro il colosso del fast fashion

Temu: chi c’è dietro il colosso del fast fashion
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Scoprire cosa si cela oltre l’apparenza delle piattaforme digitali è fondamentale per la trasparenza del mercato e la tutela dei consumatori.

Temu: chi c’è dietro il colosso del fast fashion
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Temu, un’app di e-commerce che ha rapidamente conquistato il pubblico, solleva domande importanti sulle sue operazioni e sulle implicazioni per l’economia europea.

Alla scoperta di Temu: innovazione e controversie

Sin dal suo lancio, Temu ha dominato il settore dell’e-commerce con una crescita impressionante, ma non senza attirare l’attenzione delle autorità regolatorie. L’Antitrust dell’Unione Europea ha avviato un’indagine per accertare il rispetto delle normative a protezione dei consumatori da parte della piattaforma. Secondo Milena Gabanelli su Il Corriere della Sera, l’obiettivo dell’UE è assicurarsi che i prodotti venduti attraverso Temu siano conformi agli standard europei e sicuri per gli utenti. In risposta, la società ha espresso la sua completa disponibilità a collaborare, anche se le violazioni potrebbero portare a pesanti sanzioni, fino al 6% del fatturato annuo del gruppo.

Numeri in crescita: un’analisi del mercato Europeo

L’ascesa di Temu è evidente dai numeri. Fondata a Boston nel 2022 e giunta in Italia nel 2023, la piattaforma ha raggiunto un fatturato annuo di 50 miliardi di euro. I dati della Commissione UE, riportati da Il Corriere, rivelano che nel 2024 sono previsti import di circa 4,6 miliardi di articoli a basso costo nell’Unione Europea, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Oltre a ciò, nel 2023, sono stati intercettati alle frontiere europee ben 17,5 milioni di prodotti contraffatti, mettendo in luce il rischio associato a un mercato così vasto e in rapida espansione.

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Una rete finanziaria complessa: dietro il successo di Temu

Dietro il nome Temu si cela una struttura finanziaria intricata, orchestrata da Colin Zheng Huang, fondatore e principale azionista. Huang, già ingegnere di Google, mette in moto una catena di entità finanziarie domiciliate alle Isole Vergini Britanniche per gestire e proteggere i profitti generati dalla PDD di Cayman. Malgrado i dubbi sulla legittimità dei prodotti offerti, l’approccio strategico tra produzione a basso costo e vendita online consente a Temu di prosperare, spesso a discapito delle aziende che operano secondo rigorosi standard di qualità.

Riassumere l’ascesa di Temu evidenzia non solo le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e modelli di business, ma anche le sfide che pongono al regolamento dei mercati. In un mondo sempre più interconnesso, la trasparenza e il rispetto delle normative restano cruciali per la fiducia dei consumatori e la sostenibilità economica.